Villa Nazionale Pisani
Facciata principale

Villa Pisani, detta Nazionale

Il complesso, costituito da un lungo blocco centrale a tre piani con ali a C su due livelli, comprende un'area di circa 10 ettari circondata da una cinta muraria con numerosi varchi monumentali e si affaccia sul Brenta, a Stra (VE).
La facciata principale è ritmata da otto semicolonne corinzie giganti ed è coronata da un timpano dentellato con lo stemma Pisani al centro e statue in sommità, opera del Bonazza. Quattro telamoni e quattro teste di leone reggono il lungo balcone di rappresentanza. All'interno, un atrio colonnato offre un suggestivo scorcio verso il giardino: la peschiera novecentesca si allunga fino alle scuderie e alle cedraie affrescate internamente e protese a semicerchio verso il giardino. Nel parco: un belvedere esagonale, la Casa e il Magazzino del giardiniere, la Coffee House su una collinetta artificiale con ghiacciaia decorata a grottesche e trompe-l'oeil, il labirinto di sempreverdi con torretta centrale, il gazebo e la seconda ghiacciaia con sculture. A nord-est, la vaseria degli agrumi e il parterre geometrico per l'esposizione delle piante con statue e serre; a oriente i vivai, il blocco con la caldaia novecentesca e la Conserva degli Agrumi. Il primo giardino alla francese sfoggiava piante caducifoglie potate per avere una visione completa del contesto e altifusti solo nel settore occidentale e in prossimità del Magazzino del giardiniere; in seguito, furono introdotti altifusti lungo i viali e vicino alla Coffee House per conferirgli un'atmosfera romantica.
La reggia fu commissionata nel 1720 per celebrare l'elezione a doge di Alvise Pisani. Il progettista, Girolamo Frigimelica, alla sua morte (1732) aveva ultimato solo il parco e iniziato il blocco residenziale, finito poi da Francesco Maria Preti (1736). Notevole il salone delle feste, in doppia altezza con ampio ballatoio impreziosito da decorazioni di Giambattista Tiepolo e del quadraturista Girolamo Mengozzi Colonna. Numerosi gli altri artisti impegnati negli interni: Jacopo Guarana, Fabio Canal, Jacopo Amigoni, Giancarlo Bevilacqua, Andrea Celesti, Bartolomeo Nazzari, Sebastiano Ricci, Francesco Simonini, Pietro Visconti, Andrea Urbani, Giuseppe Zais e molti altri. Sfarzose le collezioni di arredi settecenteschi; pregevoli gli stucchi, le tappezzerie e i pavimenti in terrazzo veneziano.
Vi soggiornarono il granduca Paolo di Russia, l'arciduchessa Maria Elisabetta, Gustavo III di Svezia. Napoleone la abitò dal 1807, poi il viceré d'Italia Eugenio Beauharnais. Nel 1814 andò alla corona austriaca e a casa Savoia. Dal 1886 di proprietà dello Stato, vide lo storico incontro tra Hitler e Mussolini (1934). D'Annunzio si ispirò al labirinto per una scena del romanzo "Il Fuoco".



Eccellenze del complesso


Statue

Cappelle

Giardini

Scuderie

Serre

Eccellenze della villa


Arredi storici

Affreschi

Stemmi

Biblioteca/Archivi

Contesto ambientale


Fluviale
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